Creato un cemento sostenibile che cattura la CO2

Sviluppato un materiale carbon-negative. Potrebbe rivoluzionare l’industria del cemento e ridurre drasticamente l’impatto ambientale della produzione edilizia

Un gruppo di ricercatori della Northwestern University ha sviluppato un materiale carbon-negative, in grado di catturare l’anidride carbonica e trasformarla in un elemento utile per la costruzione. Il processo, basato sull’uso di acqua di mare, elettricità e CO2, potrebbe rivoluzionare l’industria del cemento e ridurre drasticamente l’impatto ambientale della produzione edilizia. La ricerca, pubblicata su Advanced Sustainable Systems, propone un’alternativa ecologica ai materiali tradizionali, contribuendo a mitigare il cambiamento climatico.

Secondo gli studiosi, il materiale non solo immagazzina CO2 in modo permanente, ma produce anche idrogeno, un combustibile pulito con molteplici applicazioni industriali. Con il supporto della multinazionale Cemex, specializzata in materiali da costruzione sostenibili, il progetto si inserisce in una più ampia strategia per decarbonizzare l’edilizia.

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Un processo ispirato alla natura per catturare CO2

Gli scienziati si sono ispirati al meccanismo con cui coralli e molluschi formano i loro gusci. Per riprodurre questo fenomeno, hanno inserito elettrodi nell’acqua di mare e applicato una lieve corrente elettrica. Il risultato? L’acqua si è arricchita di ioni bicarbonato e idrossido, favorendo la formazione di minerali solidi come carbonato di calcio e idrossido di magnesio, entrambi in grado di intrappolare CO2.

Mentre il carbonato di calcio agisce direttamente come serbatoio di anidride carbonica, l’idrossido di magnesio continua a reagire con la CO2 per intrappolarla ulteriormente. Questo processo, a differenza di altri sistemi di cattura del carbonio, non solo rimuove il gas serra dall’atmosfera ma lo trasforma in materiali concreti e utilizzabili per il settore edilizio.

Il procedimento è completamente naturale e si basa su risorse abbondanti come l’acqua di mare, senza necessità di estrarre materiali da montagne o fiumi.

Un’alternativa alla sabbia per il cemento

Gli esperimenti hanno dimostrato che il materiale ottenuto può sostituire la sabbia e la ghiaia, componenti fondamentali per la produzione di cemento e calcestruzzo. Poiché è composto per oltre il 50% da CO2 sequestrata, il suo utilizzo contribuirebbe a ridurre significativamente le emissioni dell’industria edilizia.

Materiali personalizzabili e sostenibili

Il team ha scoperto che la struttura e le proprietà del materiale possono essere modificate in base ai parametri di produzione.

Variando fattori come la tensione elettrica e la quantità di CO2 introdotta, si possono ottenere materiali più densi e resistenti, ideali per il calcestruzzo, o più porosi e leggeri, adatti ad altri impieghi edilizi.

Oltre a essere un sostituto della sabbia, il materiale può essere utilizzato anche per la produzione di intonaci, vernici e rivestimenti, creando un’edilizia più ecologica e meno dipendente dalle risorse naturali.

Verso un’industria del cemento più pulita

Alessandro Rotta Loria, a capo della ricerca, ha spiegato: “Potremmo creare un ciclo chiuso in cui la CO2 viene catturata direttamente alla fonte e trasformata in materiali edili sostenibili”.

Se applicata su larga scala, questa tecnologia potrebbe trasformare il settore edilizio in un vero e proprio serbatoio di CO2, riducendo l’impronta ecologica delle costruzioni e contribuendo a contrastare il cambiamento climatico.

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