Laigueglia, l’antica roccaforte romana oggi gioiello ligure

Dalle origini romane agli attacchi saraceni, fino ai grandi eventi estivi: viaggio nel cuore autentico di Laigueglia, tra spiagge, tradizioni e meraviglie barocche

Tra i borghi più affascinanti della Liguria di ponente, Laigueglia conserva intatto il suo spirito marinaro e il fascino della sua lunga storia. Il nome deriva da Aquilia, richiamo diretto all’aquila simbolo delle legioni romane che, secondo la tradizione, fondarono il primo insediamento durante le campagne contro le tribù liguri. Le sue vicende si intrecciano con quelle della Repubblica di Genova: dal 1130, anno della prima menzione documentata, Laigueglia passa sotto diversi signori locali fino a ottenere, nel 1490, il titolo di Università, ovvero autonomia amministrativa, che la libera dalla dipendenza dal vicino comune di Andora. Fino al Settecento il borgo vive una crescita costante, favorita dalla pesca, anche del corallo, e dalle attività marittime. Tra il 1543 e il 1546 subisce i temuti attacchi saraceni: prima da parte del pirata Barbarossa, poi del corsaro Dragut, che deporta l’intera popolazione. Il rilascio degli abitanti avviene grazie all’intervento del capitano Giuliano Berno.

Nel corso dei secoli, Laigueglia si schiera sempre con Genova, anche contro i Savoia (1672) e durante la guerra di successione austriaca (1745). Nel 1794 diventa comune autonomo, raggiungendo il suo apice demografico con 3.000 abitanti. Nel 1871, però, la crisi della marineria costringe molti a emigrare. Nel 1910 nasce il primo stabilimento balneare e ha inizio una nuova fase: quella del turismo.

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Un borgo dove il mare incontra l’arte e la spiritualità

Passeggiare a Laigueglia è come attraversare un piccolo libro di storia scritto tra piazze, carruggi e spiagge. Qui il mare “quasi accarezza le case”, come scriveva Eugenio Montale, e ovunque si ritrovano testimonianze dell’antico legame tra il borgo e la pesca. I catalani, arrivati nel Trecento forse per la pesca del corallo, hanno lasciato il loro segno nel toponimo e nel piccolo santuario dei pescatori di corallo che guarda il mare da Capo Mele. Poco lontano, tra le colline e i pini, si trova la tomba del navigatore del Kon-Tiki, che veglia sulla baia.

Sotto lo sguardo protettivo della chiesa di San Matteo, con i suoi due campanili dalle cupole in maiolica, si snoda il cuore antico del paese. Il torrione saraceno del 1564, unico superstite tra le tre torri cinquecentesche, è un ricordo concreto degli assalti pirateschi. Al suo interno si respirano ancora storie di paura e di resistenza.

San Matteo e l’arte barocca: la fede scolpita nel mare

La monumentale chiesa di San Matteo, costruita tra il 1715 e il 1783, è l’espressione più alta della Laigueglia barocca. Sorse sull’antico oratorio, grazie alla ricchezza proveniente dalla pesca corallina. La struttura a croce latina custodisce opere di grande valore: l’Assunta di Bernardo Strozzi, un’acquasantiera in marmo del 1561, l’Ecce Homo in legno policromo di Antonio Maragliano, e una tela di Benedetto Musso, figura lirica dell’Ottocento ligure. Di notte, la chiesa illuminata sembra vegliare sul borgo, come un faro spirituale.

Accanto, l’Oratorio di Santa Maria Maddalena (1616-1634), un tempo sede dei Disciplinanti, conserva pregiati arredi: panconi secenteschi, un altare in marmo di Dionisio Corte, una pala di Domenico Piola e due ex voto che ricordano naufragi e razzie piratesche.

Cappelle, ex voto e antichi palazzi: la memoria vive nei dettagli

Salendo da via Aurelia si raggiunge la cappella della Madonna delle Penne, costruita nel XVII secolo dai pescatori catalani. Il nome deriva da Nuestra Señora de la Peña e la chiesetta, incastonata sulle rocce di Capo Mele, continua a scrutare il mare come una sentinella.

La Chiesa dell’Immacolata, del 1661, recentemente restaurata, custodisce anch’essa ex voto di pescatori e marinai. Tra gli edifici civili, spicca il Palazzo Musso-Piantelli (1698), che conserva ancora la sua struttura originaria. In via Dante si trova la casa natale di Gio Batta Libero Badarò, medico e filantropo che morì in Brasile combattendo a fianco degli indigeni: a lui sono dedicate le scuole e il lungomare.

Natura, sport e trekking: Laigueglia è anche outdoor

Nonostante le sue dimensioni ridotte, Laigueglia offre esperienze anche oltre la spiaggia. Alle spalle del borgo, la collina degli ulivi invita a percorsi a piedi o in mountain bike fino a Colla Micheri, frazione nel comune di Andora. Chi preferisce il mare, può raggiungere in barca l’isola Gallinara. Da Capo Mele parte una splendida passeggiata panoramica verso Alassio, ideale per ammirare una delle spiagge più belle della Liguria.

Eventi tra sport, musica e rievocazioni storiche

  • Trofeo Laigueglia (febbraio): gara ciclistica internazionale nata nel 1963, con vincitori del calibro di Merckx e Gimondi.
  • Festival Jazz & PercFest (fine giugno): concerti e seminari sulla piazza affacciata sul mare, con artisti internazionali.
  • Sbarco dei Saraceni (luglio-agosto): rievocazione notturna dell’assalto del 1546, con costumi, tamburi e fuochi d’artificio.
  • Fiera di San Matteo (settembre): mercato artigianale, gastronomia e processione del patrono scolpito da Torretta.
  • Rassegna “Queste Piazze Davanti al Mare” (luglio): appuntamento culturale con musica d’autore e letteratura.

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