Una nuova variante Covid guadagna terreno. Occhi puntati su LP.8.1

Discendente di Omicron, la nuova variante si sta diffondendo rapidamente. Nel Regno Unito è già dominante, in Australia è la terza più diffusa

A più di cinque anni dalla dichiarazione della pandemia, il virus SARS-CoV-2 continua a evolversi. L’ultima variante sotto i riflettori si chiama LP.8.1, un sottotipo di Omicron rilevato per la prima volta nel luglio 2024, che sta guadagnando rapidamente terreno in Australia e in Regno Unito. Secondo le autorità sanitarie australiane, in particolare nel Nuovo Galles del Sud, LP.8.1 rappresenta già quasi 1 caso su 5. Nel Regno Unito, la variante ha già superato il 60% dei casi sequenziati. Ma quanto è preoccupante questa nuova mutazione? Secondo l’OMS, che l’ha classificata come “variante sotto monitoraggio” a gennaio 2025, non si tratta di un allarme immediato, ma di un fenomeno da seguire con attenzione.

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Origini e mutazioni della nuova variante

LP.8.1 deriva dalla linea KP.1.1.3, a sua volta discendente della già nota JN.1, responsabile di importanti ondate nel 2023. A rendere questa variante interessante dal punto di vista virologico è la presenza di sei mutazioni nella proteina Spike, quella che permette al virus di entrare nelle cellule umane. Una mutazione in particolare, V445R, sembra facilitare il legame con le cellule polmonari, aumentando così la contagiosità.

Nonostante queste mutazioni, le manifestazioni cliniche osservate finora non sembrano più gravi rispetto ad altre varianti attualmente in circolazione. Secondo l’OMS, il rischio per la salute pubblica è al momento considerato basso. “LP.8.1 resta sotto monitoraggio e non è stata elevata a variante di interesse o preoccupazione”, spiegano gli esperti.

Crescita costante ma nessuna emergenza

Nonostante la relativa stabilità del quadro clinico, il numero di contagi è in aumento. In Australia, i casi registrati nel 2025 sono già circa 45.000, con 260 persone attualmente ricoverate. Tuttavia, è probabile che il numero reale sia molto più alto, considerando il calo nei test e nelle segnalazioni.

LP.8.1 è attualmente la terza variante più diffusa nel Nuovo Galles del Sud, dopo XEC e KP.3. Secondo i dati raccolti su GISAID, la sua presenza a livello globale è passata dal 3% a fine 2024 al 38% a metà marzo 2025. Negli Stati Uniti è responsabile del 55% dei contagi, mentre nel Regno Unito supera già il 60%, sollevando preoccupazioni per una possibile nuova ondata.

I vaccini funzionano ancora?

Secondo gli esperti, i vaccini attualmente disponibili, compresi quelli aggiornati alla variante JN.1, continuano a offrire una buona protezione sia contro i sintomi che contro le forme gravi di Covid causate da LP.8.1. L’OMS continuerà a monitorare il comportamento della variante, anche in relazione alla sua eventuale capacità di eludere la risposta immunitaria.

Pur non rappresentando una minaccia immediata, “LP.8.1 conferma che il virus è ancora in evoluzione”. Per questo, la vigilanza sanitaria resta fondamentale, specialmente per le fasce più fragili della popolazione. Come ricordano gli esperti, “il Covid può ancora essere una malattia severa per alcune categorie”, e la vaccinazione resta lo strumento principale per limitare i rischi.

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